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primo-piano 1 Apr 2020

Quali sono i diritti e doveri dei lavoratori?

Doveri del lavoratore dipendente

Oltre all’obbligo di svolgere le proprie mansioni, il lavoratore ha dei doveri nei confronti del datore di lavoro che concorrono alla giusta esecuzione dell’attività lavorativa.
Presentiamoli.

L’obbligo di diligenza

Con il termine diligenza, nel diritto civile si fa riferimento alla precisione e alla meticolosità richiesta al debitore nell’adempiere all’obbligazione derivante dal contratto. Da questo si può ben capire che al lavoratore(che in questo caso risulta debitore) sia richiesto di eseguire la prestazione lavorativa con la giusta attenzione e professionalità che quella determinata attività presuppone.

 

L’obbligo di obbedienza

Con questo s’intende che il lavoratore è tenuto ad osservare gli orari e le generali regole organizzative o comportamentali che il datore di lavoro, o chi per lui, stabilisce.

 

L’obbligo di fedeltà

L’art. 2105 del Codice Civile recita: “Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.”

 

La norma dà vita al così detto obbligo di fedeltà che si articola in due distinti divieti che il lavoratore deve rispettare.Il primo è il divieto di concorrenza;con il quale si vieta al lavoratore di intraprendere un’altra attività lavorativa che possa danneggiare il datore di lavoro o che crei un conflitto d’interessi. Il secondo divieto posto in capo al lavoratore è quello di divulgare;segreti aziendali o i cosiddetti; “Know-how”, ossia quelle competenze che costituiscono un vero “patrimonio” aziendale, la cui divulgazione potrebbe recare un danno alla produttività.

I doveri del lavoratore appena elencati sono tutti riconducibili al contratto di lavoro, che lega il lavoratore dipendente al proprio datore.

 

Tuttavia, il lavoratore dipendente gode di un ventaglio di diritti molto più ampio rispetto ai doveri, essendo la sua figura quella più tutelata dal diritto del lavoro così come dalla nostra Costituzione. Il lavoratore dipendente,infatti, è stato l’attore di tutte quelle rivoluzioni che hanno animato il XIX secolo. Per questo motivo la sua figura gioca un ruolo importante nel nostro ordinamento e va tutelata in modo particolare.

 

Di seguito mi limiterò ad indicare quelli più comunemente richiamati, suddividendoli in due macrocategorie.

 

Diritti del lavoratore

Passiamo ad analizzare i diritti del lavoratore.

 

Diritti patrimoniali del lavoratore

Il diritto patrimoniale per eccellenza, da come lo si può intuire, è il diritto alla retribuzione, ossia il diritto del lavoratore di ottenere un compenso in cambio della sua prestazione lavorativa.

 

L’art. 36 Cost. infatti stabilisce che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che sia calcolata proporzionalmente alla quantità ed alla qualità del lavoro svolto. Inoltre, la norma in questione non si limita soltanto a definire la modalità attraverso la quale calcolare la retribuzione ma sottolinea che essa deve essere tale da poter assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

 

Spetta invece ai CCNL (contratti collettivi nazionali di lavoro) individuare quale sia il trattamento economico minimo che il datore di lavoro deve rispettare. Ogni categoria, o settore, di lavoro ha un proprio contratto collettivo che ha valenza su tutto il territorio nazionale. Quindi vi è un contratto collettivo per i metalmeccanici, un altro per i chimici,un altro ancora per il commercio ecc.

Un ulteriore elemento che il datore di lavoro deve tenere in considerazione è il fatto il lavoro svolto nei giorni festivi comporta una maggiorazione della retribuzione,perciò lavorare di domenica o nei giorni di festa, come il 25 dicembre, dà il diritto al lavoratore di avere una retribuzione maggiore rispetto agli altri giorni lavorativi, per l’appunto.

 

Diritti personali del lavoratore

Elenchiamo ora i diritti personali, contenuti implicitamente ed esplicitamente all’interno della Costituzione.

 

Diritto alla sicurezza nell’ambiente lavorativo

Uno dei diritti più importanti riservati al lavoratore è quello della sicurezza sul lavoro. Questa importanza deriva dal fatto che il diritto alla salute è uno dei diritti fondamentali dell’individuo contenuto all’interno del art. 32 della Costituzione. Spetta quindi al datore di lavoro prendere tutte le misure necessarie per  tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore.

 

L’ambiente lavorativo deve essere sicuro e a tal fine al lavoratore devono essere forniti tutti gli strumenti di protezione necessari. In questa categoria inoltre rientra anche il diritto al riposo e alle ferie retribuite.
Al lavoratore devono essere infatti assicurate 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore, in più ogni 7 giorni deve essergli riconosciuto un riposo di 24 ore consecutive,il cosiddetto riposo settimanale.

 

Eventualmente, nel caso in cui  l’orario lavorativo preveda più di  6 ore di lavoro giornaliere, è obbligatoria una pausa intermedia che permetta al lavoratore di riposare e di nutrirsi.

 

Un ulteriore diritto che possiamo far rientrare nella sfera del diritto alla salute, è il diritto alle ferie retribuite. Solitamente la durata delle ferie è stabilita dai contratti collettivi, che abbiamo già sopra richiamato, ma la durata minima è di 4 settimane.

 

Congedo parentale

Per congedo parentale s’intende l’astensione obbligatoria dal lavoro per la lavoratrice che si trovi nel periodo di gestazione. Più specificamente, il periodo di congedo parentale previsto è di due mesi prima della data attesa per il parto più altri tre mesi dopo di questo. Per questi 5 mesi la lavoratrice ha il diritto di percepire l’80% della retribuzione.

 

Inoltre, alla lavoratrice sono riconosciuti dei permessi retribuiti per effettuare visite mediche per tutto il periodo della gestazione. In nessun caso, la gravidanza può essere motivo di licenziamento o di penalizzazioni.

 

Diritto di accedere alle cariche pubbliche

Un altro diritto del lavoratore dipendente concerne la conservazione del posto di lavoro per l’intera durata del mandato politico o amministrativo.

 

Al lavoratore,in quanto cittadino, è riconosciuto il diritto di accedere alle cariche pubbliche. In ambito lavorativo questo diritto si traduce come diritto di mantenere il posto di lavoro per tutta la durata del mandato, anche se non è prevista alcuna retribuzione. Quindi, a chiunque ricopra una carica pubblica, viene riconosciuto il diritto di sospendere l’attività lavorativa , senza ricevere la retribuzione, per poi riprenderla a fine mandato.

 

Diritti sindacali dei lavoratori

All’interno dello Statuto dei lavoratori sono contenuti i seguenti diritti sindacali riservati al lavoratore dipendente :

 

  • il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro;
  • il diritto di assemblea, ossia il diritto di riunirsi dentro alla struttura lavorativa , al fine di organizzare l’attività sindacale;
  • il diritto di proclamare un referendum per individuare l’opinione circa l’attività sindacale;
  • il diritto di raccogliere fondi per attività sindacali.

 

Una considerazione speciale merita il diritto dei lavoratori dipendenti di interrompere la loro attività in modo continuativo e collettivo per perseguire un interesse comune: il cd. diritto di sciopero.

 

Di eccezionale importanza è il diritto di sciopero riconosciuto ad ogni singolo lavoratore.

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