Alla domanda, che spesso molte persone si pongono, su come entrare nel mondo della politica, non c’è una risposta precisa. Non ci sono percorsi esatti per far si che questo avvenga poiché i politici, per essere tali, hanno intrapreso percorsi diversi. Nel nostro paese hanno governato persone che vengono dal mondo dell’imprenditoria, dell’economia, della giustizia ecc. Attraverso questo articolo però cercheremo di indicare un percorso consigliato per chi desidera di diventare un politico.
Ecco gli studi consigliati per entrare in politica
Partiamo dal percorso che un giovane aspirante politico potrebbe intraprendere. Come già accennato in precedenza però non esiste un percorso specifico che permetta, una volta conclusi gli studi, di poter accedere al mondo della politica e questo soprattutto perché quello del politico non è un lavoro in senso stretto, nel senso che al contrario delle professioni giuridiche e sanitarie, ad esempio, per entrare nel mondo della politica non c’è bisogno di superare esami o conseguire una laurea o un diploma, è un mondo aperto a tutti o almeno potenzialmente. Il fatto che quella del politico non è una professione in senso stretto viene esplicitato ancor di più dalla retribuzione a titolo di indennizzo.
Gli studi maggiormente consigliati, per chi da grande, vuole fare il politico sono, senza alcun dubbio, quelli che hanno alla base l’analisi delle strutture statali e dei rapporti con gli altri stati: quindi la giurisprudenza e le scienze politiche. Attraverso questi studi infatti lo studente avrà una buona conoscenza dell’economia politica, del diritto costituzionale, del diritto amministrativo e quindi di tutte quelle materie fondamentali per governare un paese.
Le attività che avvicinano alla politica
Fin da molto giovani è possibile entrare a far parte nella politica del proprio comune ed è proprio per questo che non esistono dei limiti d’età per addentrarsi nel mondo della politica.
Un’attività consigliata che permette di avvicinarsi a questo mondo è senz’altro la partecipazione a quelle associazioni che si occupano di problematiche relative al territorio come gli enti che si occupano della diffusione della cultura, servizi di assistenza gratuiti o quei comitati che nascono per evitare la chiusura di quelle strutture fondamentali per i piccoli territori.
Tutto ciò che permette di relazionarsi con la propria realtà può essere considerato un buon inizio per diventare un politico. Entrare nel mondo della politica non è facile e per questo non è possibile pensare di partire direttamente dall’alto. É fondamentale interessarsi sin da subito di ciò che accade nella nostra realtà.
Prendere parte a riunioni e incontri politici
É centrale, per diventare un politico, far parte di un determinato tipo di pensiero, capire il proprio orientamento politico. Per far si che ciò accada è necessario frequentare incontri politici e riunioni in cui avvengono dibattiti sulla politica locale e nazionale e che possano permettere di chiarire le proprie idee. Un errore da non commettere è quello di farsi influenzare dal pensiero politico della propria famiglia. La cosa più importante è l’amore per il proprio paese e la volontà di cambiarlo in meglio.
Iscrizione ad un partito politico
Il passo che permette di entrare nel mondo della politica è l’iscrizione ad un determinato partito politico. Far parte di un gruppo di persone che condivide gli stessi principi e ideali politici rappresenta un battesimo. L’entrata nel partito può consentire di rivestire ruoli fondamentali per l’amministrazione di un paese ma come per tutte le grandi cose ci vuole molta pazienza poiché all’inizio si possono svolgere funzioni limitate se non nulle.
Cosa comporta il tesseramento ad un partito?
Nel momento in cui si entra a far parte di un partito politico ci saranno un serie di diritti e alcuni obblighi che si dovranno rispettare. Il diritto più rilevante consente infatti, se dovesse esserci l’occasione, di candidarsi per un ruolo fondamentale all’interno del partito. Altri diritti consentono di votare, partecipare alle riunioni e alle feste di partito, far parte della segreteria o del direttivo. Altri ancora, contenuti negli statuti, permettono di essere consultati sulla scelta delle candidature, far parte delle assemblee dei circoli, accedere a tutte le informazioni relative alla vita del partito ecc.
L’unico obbligo previsto è quello di versare una quota per il rinnovamento della tessera di partito.
In che modo candidarsi in politica?
L’iscrizione al partito può consentire di diventare il rappresentante del partito stesso, punto chiave per la candidatura a diventare un politico.
Il primo passo è senza dubbio la candidatura alle elezioni comunali che possiamo definire più elastiche poiché in queste per lo più vengono utilizzate le cosiddette liste civiche che non necessitano di alcun tesseramento.
Altro passo potrebbe essere quello di rivestire la carica di assessore comunale per la quale non è prevista nemmeno la candidatura alle elezioni.
Sono molte le strade che portano alla politica, non occorre perseguire determinati studi, avere determinati requisiti e per quanto riguarda la politica locale, come abbiamo appena accennato, alcune volte non occorre neppure far parte di un partito politico.
Diverso è il discorso per quanto riguarda la politica regionale e statale poiché in questo caso è fondamentale far parte di un determinato partito. Molto spesso però non condividiamo il pensiero di nessun partito politico o almeno non ci sentiamo rappresentati appieno. Cosa fare a questo punto? É possibile costruire un proprio partito politico?
La risposta è si, è possibile costruire da zero un proprio partito politico e la cosa importante è che proprio la nostra costituzione lo consente. L’articolo 49 recita:” tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partito per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. I partiti rappresentano delle vere e proprie associazioni private che si danno un proprio statuto i cui iscritti devono rispettare.
Ad i partiti politici vengono imposte le norme del codice civile per le associazioni con delle eccezioni poiché se gli amministratori di un determinato partito politico agiscono per conto di questo non vengono considerati personalmente responsabili, ciò che invece accade per gli altri tipi di associazione.
Infatti secondo la legge non è possibile per i creditori di un partito pretendere l’adempimento dell’obbligazione dagli amministratori se non nel caso in cui quest’ultimi abbiano agito con colpa grave o dolo.
La corte di cassazione evidenzia ancora di più l’eccezionalità della disposizione poiché gli amministratori agiscono solo in nome e per conto del partito. Uno dei loro compiti principali è quello di rappresentanza statuaria dell’ente.
Quello di costruire da zero un partito è un passo importante che comporta l’avere un grande numero di elettori, per questo anche se è possibile mettersi alla guida di un proprio partito è consigliabile partire sempre dal basso per poi raggiungere vette più elevate.
Come diventare un leader di successo
Qualità imprescindibile per ambire alla carriera politica è senza dubbio la leadership. La leadership può essere riassunta come la capacità di motivare e coinvolgere un gruppo più o meno coeso di individui verso una serie di obiettivi comuni. Come è facile intuire questa skills è indispensabile nella politica: influenzare e ispirare gli altri sono i capisaldi di questo ruolo fondamentale a cui è possibile ambire.
Gli ultimi decenni sono caratterizzati da profondi cambiamenti epocali che impattano anche sulle caratteristiche strutturali di un buon leader: la rivoluzione tecnologica è sempre più pervasiva rispetto al modo di comunicare e relazionarci con gli altri.
Questi cambiamenti epocali ricadono sotto il termine ombrello di “quarta rivoluzione” e su come padroneggiare l’arte della leadership tenendo conto di questi cambiamenti è stato scritto questo ottimo testo.